Riassunto
Luca Ladinetti, classe 1982, architetto, musicista, biker.
Nelle ultime settimane, insieme alla collega Anna Branzanti, è finito spesso sui media per uno dei progetti di architettura più chiacchierati dell’Appennino Bolognese.
Luca Ladinetti, classe 1982, architetto, musicista, biker.
Nelle ultime settimane, insieme alla collega Anna Branzanti, è finito spesso sui media per uno dei progetti di architettura più chiacchierati dell’Appennino Bolognese.
Lo studio Lado Architetti “ha costruito un’abitazione rivoluzionaria per il panorama locale, che ha diviso gli utenti dei social tra chi apprezza la new entry nell’Appennino e chi, invece, boccia il progetto troppo minimalista e futuristico.” (cit.Il Resto del Carlino).
Ma Luca Ladinetti è anche uno degli architetti che seguirà il progetto di rigenerazione del Camping La Martina, uno dei luoghi del progetto AppenninOpenAir e delle ciclofficine a Ca’ del Costa e Palazzo Ranuzzi, nonché tra i fondatori del comprensorio BOM.BA (Bologna Montana Bike Area).
Aspettando di vederlo all’opera al Camping La Martina, qualche domanda per lui:
“Casa del Futuro”, “Bella Senz’anima”, “Monolite nel cuore di una foresta”, “Casa Aliena”. Ne hanno dette di tutti i colori, ma per voi, che cosa ha di così speciale questa casa?
Per noi, questa casa rappresenta un diverso modo di abitare in montagna. Essendo anche l’abitazione della mia famiglia non si tratta solo di un progetto di architettura, ma di una scelta di vita. L’abbiamo realizzata tra i boschi di Roncastaldo (Loiano) per dimostrare che è possibile vivere bene anche in Appennino, in modo sostenibile e tecnologicamente avanzato. È un’abitazione autosufficiente, costruita interamente in legno, che si alimenta con l’energia del sole. È una casa che ascolta il paesaggio, lo rispetta e si inserisce in esso con discrezione.
Divisare, Elle Decor, TV nazionali. Dove vedremo prossimamente la tua casa?
L’interesse mediatico ci ha sorpresi e onorati. Speriamo che possa diventare un modello replicabile di rigenerazione dell’abitare montano. Vorremmo che questa casa diventasse un riferimento per chi sta cercando alternative all’abitare urbano e per chi vuole tornare a vivere in Appennino con consapevolezza.
Non so so dove vedremo prossimamente la nostra casa, però vi invito a cena a conclusione del progetto AppenninOpenAir.
Lo studio LADO Architetti ha già seguito progetti importanti. Case, luoghi di culto, vinerie, parchi. Che elementi distintivi ha il vostro studio che possiamo ritrovare in ogni vostra opera?
LADO Architetti è uno studio che lavora su una scala ampia: dal dettaglio costruttivo fino alla progettazione paesaggistica. In ogni nostro progetto c’è una forte attenzione al contesto, alla sostenibilità e all’uso dei materiali naturali. Cerchiamo sempre una relazione armonica tra l’edificio e il paesaggio, che non significa mimetismo ma equilibrio.
Ci puoi dare qualche anteprima su cosa hai in mente per il Camping La Martina?
LADO Architetti sarà il team che si occuperà della rigenerazione dell’area del Camping La Martina, uno dei luoghi cardine del progetto AppenninOpenAir. L’idea è quella di trasformarlo in un punto di riferimento per il turismo outdoor contemporaneo: un luogo accogliente, essenziale ma curato, dove chi viaggia a piedi o in bici possa trovare riposo, servizi, e bellezza.
Progetteremo tutto quello che un turista outdoor sogna di trovare: spazi leggeri, funzionali, integrati nel paesaggio. Un equilibrio tra comfort e natura.
Sei anche tra i fondatori di BOM.BA, che cosa avete in mente per il futuro?
BOM.BA – Bologna Montana Bike Area – nasce da un gruppo di amici con una visione condivisa: rendere l’Appennino Bolognese un territorio da vivere attivamente, tutto l’anno. Siamo partiti in pochi, mappando i sentieri, pulendo i percorsi, disegnando trail. Oggi BOM.BA è il primo comprensorio MTB dell’Appennino bolognese, con un’identità forte, riconosciuta, in continua evoluzione.
Ad oggi stiamo tracciando nuovi itinerari e nuove connessioni tra borghi, valli e comunità. Il prossimo appuntamento in Appennino sarà l’8 giugno, all’Alpe di Monghidoro, per Alpe4free. Vi aspettiamo!
Nei tuoi tanti cassetti, c’è un sogno che vorresti liberare?
C’è un’idea a cui mi piacerebbe lavorare: un festival sull’architettura di montagna, da ospitare proprio in Appennino. Ci sono tante esperienze sostenibili per co-abitare con la Natura, tanti professionisti, soluzioni originali e storie particolari che mi piacerebbe raccontare.


